mercoledì 8 dicembre 2010

Appello verso il 14 dicembre ed oltre!

Agli student*, ai precar*, ai lavorator* italian* e migranti, ai militant*, alla piattaforma “Uniti contro la crisi”, a tutte le realtà auto-organizzate del Paese, agli spazi sociali, ai movimenti in difesa dei beni comuni, ai sindacati di base, a tutte le persone che non arrivano a fine mese...

Siamo gli studenti universitari che si sono resi protagonisti delle mobilitazioni e delle azioni di blocco che in queste ultime settimane si sono portate avanti nella nostra città, a Milano, come nel resto del Paese. Abbiamo bloccato i nodi nevralgici delle città, nonché i luoghi in cui quotidianamente lavoriamo, viviamo e studiamo, sfidando un Governo che sa rispondere unicamente con la forza militare ad ogni forma di critica. In quanto studenti in crisi siamo, infatti, già perfettamente inseriti nel ciclo produttivo, svolgendo quasi sempre lavori precari. Questo preambolo sul nostro essere sociale, che si manifesta nel binomio studente-lavoratore, è il punto da cui partiamo per l´analisi del particolare contesto socio-economico che vive l´Italia, sullo sfondo della crisi capitalistica globale. La nostra vuole essere una riflessione che parli ai movimenti sociali, superando gli steccati delle lotte specifiche e delle separazioni in compartimenti separati, ma anche a tutti i cittadini che come noi sentono la necessità di opporsi ai singoli provvedimenti varati da questo governo e dai suoi mandanti, Confindustria e vari gruppi di potere, ed al filo comune che li lega.

Gli effetti, gli obiettivi, gli interessi, che stanno dietro il DDL Gelmini che contestiamo, l´attacco ai beni comuni (acqua, lavoro, territorio, ambiente) rispondono tutti alla filosofia neo-liberista che, nonostante l´avvicendarsi dei governi, si è affermata negli ultimi vent´anni. Il loro progetto di società, diventato realtà, che viviamo quotidianamente, e non abbiamo bisogno dei rapporti Censis per capirlo, è di una guerra tra poveri innescata dalla destra di governo. Una destra al tempo stesso legalitaria e anticostituzionale che, da un lato, promuove xenofobia e criminalizzazione dei migranti, come di tutti quei soggetti che si oppongono ai disegni di questo governo senza lasciarsi incantare da veline e Bunga- Bunga, dall´altro, favorisce l´apertura di sedi ai fascisti del terzo millennio: coronando il disegno organico di fascistizzazione sociale e istituzionale .

La sistematica criminalizzazione della protesta e della ribellione legittima la repressione lasciando irrisolti i nodi politici sollevati dai movimenti. Quando al dissenso si risponde con gli ap­parati repressivi (magistratura nei tribunali, polizia nelle piazze e nelle universitá), significa che il governo, ma anche i Rettori, si rifiutano di af­frontare le rivendicazioni di cam­biamento dal basso per mantenere le loro posizioni di rendita. Le cariche contro i cortei studenteschi di queste settimane e gli sgomberi degli spazi occupati sono l’altra faccia delle dichiarazioni del ministro Gelmini (“appoggiate la riforma dell’università, non fatevi strumentalizzare dai baroni e dai centri sociali!”) e del barone Decleva, il Rettore della Statale presidente dei rettori di tutta Italia (“Soddisfatto per l’approvazione del ddl alla Camera!”). Ma c’è un’altra storia, raccontata dalle decine di migliaia di studenti che il 30 novembre hanno bloccato il Paese per bloccare la Riforma, vissuta nelle scuole in occupazione e in autogestione, nelle occupazioni delle Facoltà... una storia che vive nelle passioni e nei sentimenti di rivolta di questa generazione e di quelle venute prima, grazie a una memoria sempre viva, che nemmeno la violenza e le menzogne di Stato sulle stragi di P.zza Fontana e di P.zza della Loggia sono riuscite a spezzare…

Se l´intelligenza del potere lavora per dividerci, da L´Aquila a Terzigno, dalla Val di Susa allo Stretto di Messina, dalle scuole ai luoghi di lavoro, dobbiamo essere tutti determinati ed uniti nel mandare a casa politici e affaristi che ogni giorno promuovono e cercano di rafforzare un sistema di cui sono parte integrante che tende unicamente a riprodursi e a riprodurre privilegi, disuguaglianze e ingiustizie. Per tutte queste considerazioni, pensiamo che il 14 dicembre, giorno in cui sarà calendarizzata la votazione finale del DDL Gelmini, venendo a coincidere con il giorno della sfiducia al governo, sia una opportunità per tutti i movimenti, i soggetti auto-organizzati che portano avanti lotte reali in questo Paese, per unirsi alla rivolta uscendo dalla solitudine, per abbattere un sistema che non ha più nulla da dire, che è in grado solo di produrre crisi e sfruttamento, e per ribadire che manganelli e repressione non ci fermeranno.

Per raggiungere questo obiettivo sicuramente ambizioso, sappiamo che non serve a niente un documento di analisi, per quanto importante, se la sfida di trasformarlo in uno strumento di riflessione e al contempo di lotta, non viene raccolta da coloro ai quali è rivolto.

Bisogna inoltre sottolineare che noi non ci accontenteremo, il 14 dicembre, di constatare l´eventuale decesso del governo agonizzante, soprattutto perché prevedibilmente esso sarà causato da trame di palazzo e semplici cambi al vertice. Noi vogliamo anche avvertire i futuri governi e governanti che non arretreremo di un passo, che rivolta sarà anche domani se, nonostante i cambi di colore politico di sorta, le politiche varate saranno espressione dello stesso blocco sociale e accetteranno supinamente le privatizzazioni, la precarietà, la militarizzazione della vita pubblica, le inutili missioni di guerra all’estero, i lager di stato e i respingimenti, come "naturale spirito del tempo". Perché, oltre alle nostre, le mobilitazioni nel resto dell´Europa ce lo insegnano: quando c´è la rabbia, la consapevolezza di essere nel giusto e la determinazione di vincere dei soggetti sociali reali, l´intelligenza collettiva diventa sciopero materiale senza bisogno che nessun sindacato lo indica.

Da Milano lanciamo il sasso nello stagno, sta a tutti noi, ovunque, diventare onde...

la crisi ci unisce, la rabbia anche...verso il 14 ed oltre!

Assemblea Universitaria Milano

PROSSIMI APPUNTAMENTI:
>>VENERDI 10 DIC, ORE 9:30, L.GO CAIROLI
CORTEO STUDENTESCO

>>VENERDI 10 DIC, ORE 16:30, ATRIO AULA MAGNA, VIA FESTA DEL PERDONO
Invitiamo tutti gli studenti delle facoltà milanesi in mobilitazione, i collettivi, i ricercatori precari, i lavoratori dell'università ed i soggetti interessati a costruire un'ampia mobilitazione per la giornata di martedì 14/12 ad un'assemblea pubblica per la valutazione di queste settimane di mobilitazione e per organizzare collettivamente le prossime tappe di lotta spargiamo la voce in facoltà e in rete!

>>SABATO 11 DIC, ORE 15:00, CONCENTRAMENTO PORTA VENEZIA

CONTRO I FASCISMI DI IERI E DI OGGI!

Per ricordare la strage fascista e di stato di Piazza Fontana, per non dimenticare l'assassinio di Giuseppe Pinelli!


Assemblea universitaria Milano

martedì 30 novembre 2010

CORTEO SELVAGGIO DA SCIENZE POLITICHE OCCUPATA . BLOCCHIAMO IL DDL GELMINI!


Questa mattina centinaia di studenti e studentesse delle Facoltà milanesi, dopo aver picchettato gli ingressi della Facoltà di Scienze Politiche occupata ieri sera al termine del corteo partito da P.zza San Babila, si sono riversati nelle strade in un corteo selvaggio che ha paralizzato la circonvallazione. Si sono poi uniti in P.zza Cairoli agli studenti medi, anche loro giunti in corteo da decine di scuole. Il corteo selvaggio di 10.000 studenti medi e universitari sta paralizzando Milano mentre altri cortei spontani continuano a confluire dalle scuole.
Mentre alla Camera è in discussione l'approvazione del DDL Gelmini, le centinaia di migliaia di studenti che non si sono fatti strumentalizzare dalla Gelmini, dai baroni e da Confindustria, continueranno a bloccare le città di tutta Italia, fino a quando non sarà bloccato il DDL Gelmini, e le mobilitazioni continueranno fino a quando questo governo delle menzogne e del non fare non se ne andrà a casa.
Questa è la risposta degli studenti a un ddl Gelmini che elimina di fatto il diritto allo studio con un taglio del 90% alle borse di studio per aprire la strada ai prestiti d'onore, all'innalzamento delle tasse e quindi all'indebitamento degli studenti con le banche. Risolvere i tagli all'universitá facendo indebitare gli studenti è disegno del governo e di confindustria, appoggiato dai baroni. Un ennesimo regalo alle stesse banche responsabili della crisi che sta travolgendo l'Europa, mentre i beni comuni vengono smantellati e, a chi sta pagando la crisi, vengono chiesti ulteriori sacrifici.

Guarda le foto del picchetto (1-1) (2-2)
Guarda le foto del corteo universitario (1-1) (2-2) (3-3)
[Condividi su FB le foto della due giorni di mobilitazione 29 e 30 novembre]
[Leggi l'appello alla mobilitazione degli studenti universitari e dei ricercatori milanesi - 28 novembre]
[
Leggi il comunicato da Scienze Politiche occupata- 29 novembre]

lunedì 29 novembre 2010

SCIENZE POLITICHE OCCUPATA! BLOCCHIAMO IL DDL GELMINI!

h 20:00 assemblea degli universitari per il corteo di martedì 30

h 21:00 SERATA UNIVERSITARIA a Scienze Politiche!
PERFORMANCE DI ARTISTI E TEATRANTI
CENA SOCIALE
DJ SET
MARTEDI' 29/11 >> CORTEO STUDENTESCO!
CONCENTRAMENTO UNIVERSITARI
h. 8.30 a SCIENZE POLITICHE
(via mascagni angolo via conservatorio MM1 San Babila)

IL COMUNICATO DA SCIENZE POLITICHE OCCUPATA
Il corteo partecipato di questo pomeriggio, che ha visto assieme in piazza studenti medi, universitari e ricercatori, è appena arrivato alla Facoltà occupata di Scienze Politiche.
Finalmente dopo anni di proteste contro la riforma Gelmini cominciate con l'Onda oggi la facoltà milanese di Scienze Politiche viene occupata dagli studenti di tutti gli atenei insieme in mobilitazione.

I ricercatori sono saliti sul tetto per lanciare l'ultimo grido di protesta contro questa riforma che se approvata porterà alla distruzione dell'istruzione pubblica e alla precarizzazione della didattica e della ricerca universitaria.

L'appuntamento lanciato è per domattina alle h: 8.30 alla facoltà di Scienze Politiche per partire assieme in uno spezzone universitario che giungerà a piazza Cairoli per le h: 9.30 e si unirà agli studenti medi in corteo per le vie di Milano.

Questa sera nella facoltà occupata ci saranno numerose iniziative: monologo di Renato Sarti, intervento di altri artisti e teatranti (anch'essi in mobilitazione contro i tagli al FUS) e riunioni tra i collettivi universitari.

Studenti e ricercatori in mobilitazione